RIVA DEL GARDA (TN)

RISTORANTE FUSION

RISTRUTTURAZIONE

Il  progetto, la cui ideazione, sviluppo e stesura grafica finale ha avuto un lungo percorso, durato parecchi anni, è intervenuto  su un corpo angolare esistente al piano terra, noto come “ex officina”, andando a realizzare un elemento architettonico che valorizzasse la forma triangolare dell’edificio e che potesse diventare un adeguato elemento di testata, in grado di dialogare con gli alti volumi del vicino complesso dell’”Ex Agraria”  , attraverso la riqualificazione complessiva della facciata dello stabile, per costituire un fronte unitario, proporzionato e continuo.

E’ stato previsto di realizzare un tetto ad un’unica falda, concepito come una forma geometrica molto pulita e delineata che ha tagliato il tetto esistente del basso corpo di fabbrica, parallelamente all’orientamento dell’edificio principale per poi piegarsi, andando a definire il fronte angolare del rinnovato edificio.

La copertura è stata studiata come un corpo unico che si piega alle estremità, sfruttando, appunto, la forma triangolare del manufatto; la copertura è stata prevista in lamiera aggraffata di alluminio.

L’inserimento di un camminamento pedonale a piano terra è stato pensato per dare un senso ed una forma compiuta al piano inferiore dell’edificio, vista la scomoda presenza dei parcheggi di superficie del complesso antistante che, di fatto, avrebbero occupato gran parte del fronte del manufatto. 

Il progetto è nato e si è sviluppato per la precisa volontà di valorizzare e riqualificare l’intero edificio. Originariamente, l’intero corpo inferiore, era nato come un anonimo retro del ben più visibile ed alto corpo di fabbrica, parallelo a Viale Damiano Chiesa. Quando ancora era presente l’Azienda Agraria, tale funzione secondaria era ancor più evidente: l’intero fronte era antistante al vasto cortile interno alla proprietà dell’agraria, ed era visibile, evidentemente, solo da chi entrava dal cancello privato, ma chi entrava lo faceva soprattutto con automezzi o mezzi di lavoro.

Quando l’intero compendio ha cambiato funzione le cose sono radicalmente cambiate: quello che era un semplice “retro” , anonimo e nascosto si è tramutato a tutti gli effetti in un “fronte” e si è trovato ad essere completamente scoperto, visibile e sotto gli occhi di un importante e costante flusso di persone, vista l’attività del nuovo edificio, la sua posizione e la modifica della viabilità interna.

Reso necessario intervenire con una proposta di riqualificazione complessiva del fronte, in modo da dare decoro e completezza ad una facciata decisamente poco qualificante.

La scelta di rivestire e schermare l’intero fronte è nato quindi sia da esigenze estetiche che funzionali: da una parte, dare un senso di compiutezza al lungo setto, applicando una pannellatura rigida su sottostruttura metallica in grado di schermare completamente la struttura sottostante, azzerandone la manutenzione; dall’altra, la possibilità di sistemare definitivamente la posizione della parte impiantistica.

Il materiale predominante del volume di progetto è evidentemente il vetro. La volontà iniziale di ricercare e studiare una forma geometrica leggera, aperta, trasparente, ci ha spinti verso un corpo architettonico vetrato, reso ancor più leggero dalla struttura in carpenteria metallica retrostante, con esili colonne tonde a vista.

Durante la fase di realizzazione il progetto è stato apprezzato da imprenditori stranieri che hanno deciso di insediare un raffinato ristorante fusion orientale , di cui il nostro studio ha curato anche tutti gli aspetti di design interno ed esterno, adattando la progettazione originaria alle nuove esigenze. 

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